GIRO DEL MONVISO IN BICI

GIRO DEL MONVISO IN BICI

700,00

Tour in bici su strada alla scoperta delle mitiche salite salite del Tour de France e del Giro d’Italia 

Quattro giorni in bicicletta nelle valli occitane del Monviso, ricche di cultura, tradizioni e buona cucina e​ quelle francesi di Queyras – Guillestrois, Ubaye e della Tinée, conosciute per il loro clima secco e soleggiato.

PARTENZA/RITORNO: Saluzzo (Cn)
DURATA: 4 notti / 4 giorni.
PARTENZA GARANTITA: 6 persone.

Disponibile

Clear dates

Descrizione

4 GIORNI / 5 NOTTI
1° giorno –  mercoledì 16/09: incontro dei partecipanti, assegnazione delle camere, cena libera e pernottamento nella struttura selezionata.
​ 
2° giorno – giovedì 17/09:  dalla caratteristica cittadina di Saluzzo, ricca di tradizioni e fascino, si sale verso Chianale. Subito dopo questo paesino, con le sue case di pietra e legno, si comincia la salita al Colle dell’Agnello; si tratta di 10 km di salita resi particolarmente difficili dalla pendenza, che in alcuni tratti supera il 14%, e dall’assenza di ombra. Il colle, a 2744 mt di altitudine rappresenta il secondo passaggio stradale italiano per altitudine ed il terzo d’Europa dopo l’Iseran e lo Stelvio. Seconda tappa della giornata, l’ascesa al mitico Colle Izoard (15,9 km – 6,9% di pendenza media – 10,5% di pendenza massima), che vanta il record di passaggi del Tour de France e del Giro d’Italia. Si effettua la salita attraverso la celebre Casse Desert, per scendere a Briançon, antica capitale della Repubblica degli Escartons. 
3° giorno – venerdì 18/09: altri due colli eccezionali: il Colle del Vars ed il Colle della Bonnette. La parte iniziale della salita al Colle del Vars non è troppo impegnativa: strada larga, con una pendenza media del 6%, con un massimo del 10%. Dopo 14 km di discesa sul fianco delle Alpi dell’ Alta Provenza, si segue la strada della valle dell’Ubaye fino al paese di Jausiers.  Da qui si inizia l’interminabile ascesa al Colle della Bonnette, il percorso più alto d’Europa (2.715 mt, 6,6% pendenza media – 9% pendenza massima). La discesa nella Valle della Tinée si sviluppa in un ambiente alpino estremamente selvaggio.4° giorno – sabato 19/09: come il giorno precedente, si comincia pedalando forte, con la salita al Colle della Lombarda (2.351 mt, 6,8% pendenza media – 9,3% pendenza massima), il colle alpino di frontiera che collega la Valle della Tinée nelle Alpi Marittime e la Valle Stura di Demonte (Italia). La discesa successiva ci riporta in Italia, su una strada sinuosa nel vallone selvaggio di Sant’Anna che permette di raggiungere il capoluogo dell Valle Stura , Vinadio, paese protetto dalle sue fortificazioni “Albertine”, volute dai duchi di Savoia. Qualche chilometro dopo, a Demonte, si comincia la lunga salita fino al Colle dei Morti o Colle Fauniera situato a 2.481 mt di altitudine. 25 km di salita fra i prati ed i pascoli di alta quota fino a raggiungere uno scenario alpino più rude ed austero offrendo finalmente la vista sulla “Cima Coppi” dove si erige da qualche anno la statua di Marco Pantani, il campione del ciclismo morto prematuramente nel 2004, che ha omaggiato i suoi tifosi di successi straordinari, anche su queste salite.

5° giorno – domenica 20/09: per l’ultimo giorno ci concediamo un po’ di relax. Una sola salita: quella del Colle di Sampeyre che, dal fondo della Valle Maira, sale a 2.283 mt su una strada solitaria che offre panorami straordinari sulle Alpi. Si scorgono dei tratti mozzafiato: la chiesa di Sampeyre che si fa riconoscere grazie al suo campanile a cuspide in pietra ed il paese di San Martino, situato su una sporgenza a strapiombo su un precipizio. La discesa lungo la Valle Varaita ci riporta a Saluzzo, il punto di partenza del nostro tour. La sola vista della città ripaga la fatica! Il patrimonio artistico e culturale dei Marchesi di Saluzzo (Medioevo) è ancora evidente nell’architettura locale: numerosi castelli e numerose abitazioni nobiliari da ammirare fra i vicoli medievali. Le strade di Saluzzo sono costellate di palazzi storici e antiche chiese, dove si affollano i turisti anche per gustare la gastronomia locale, che trae le sue origini dai frutteti e dagli allevamenti delle razze bovine quali la Fassona e la Piemontese.